“Ho tracciato confini, dune
severe sul mare che ho dentro.
Albero spoglio di boschi
sento più spessa la scorza
mentre pullula fuori il rumore.
Lascio frutti incolori
stesi a seccare sul muro.”


Lascio frutti incolori

Marco Orlandi

La Dessità

La maggior parte dei buoni propositi finisce nel cestino. Siamo tutti convinti che sia la mancanza di Volontà a determinare i nostri insuccessi.

Quello che crediamo sia la Volontà, è solo il nome che diamo all’energia dei nostri desideri, a ciò di cui abbiamo necessità e alla nostra convinzione che qualcosa sia realizzabile e perseguibile.

Questi tre elementi, Desiderio, necessità e Fiducia, quando convergono e coincidono nel formulare un obiettivo, costituiscono la Dessità.

Il mare dentro

L’eterno scontro tra sacro e profano, tra realtà e infinito, tra speranza e disillusione, tra aspirazione e impotenza, tra materia e divinità si propongono puntuali nell’inquieta anima di questo giovane poeta.

E proprio perché giovane, oltre alla sensibilità percettiva dell’artista convivono le forti contraddizioni generazionali di questo tempo.

È lo spirito che si ribella, che scopre una sua religiosità, è la sua naturale tensione verso un immaginario.

Fuori dal tempo reale, che forse è Dio; è la follia esistenziale del poeta che tende a sovrastare il vissuto nella ricerca affannosa, quasi disperata di una quotidianità nell’eterno. Dalla prefazione di S. Terribili

Essere Creativi

La creatività è uno stato mentale.  Come ogni stato mentale può essere appresa.

Essere creativi è un dono naturale concesso a tutti ma si genera proprio da quegli elementi dai quali la scuola è terrorizzata: Apertura mentale, Pensiero Laterale, Emozioni e Desiderio.

Possiamo imparare di nuovo ad essere creativi sperimentando la libertà di considerare degni inostri pensieri e le nostre emozioni.

L’incapacità di disegnare per esempio è una incapacità appresa.

Ogni volta che mettiamo qualcuno nella condizione di esprimersi serenamente, ognuno diventa l’espressione migliore di se stesso.

Un Paese Sbagliato

Per un talento che emerge, in Italia altri mille restano al di sotto della visibilità. Esclusi dalla scuola, dalle ricompense sociali e considerati di una classe inferiore, sono coloro che poi nei momenti di necessità forniscono al paese la forza per farcela.

È tutto quell’esercito di italiani nascosti che hanno soffocato ed avvilito il loro talento perché la scuola e le istituzioni non sono preparate ad individuare, né desiderose di seguire.

Sono i ragazzi che vanno male a scuola perché la scuola pretende linguaggio, calcolo, formalismo, pensiero verticale, logica matematica e memoria nozionistica.